ceramiche

Agli inizi del 900’ si è avuto il passaggio dalla Grottaglie antica, medievale, legata alla vecchia mentalità agricola, a quella d’oggi, dove si viveva una vita prettamente agricola, dove c’erano le ceramiche, con 52 botteghe, che sono presenti ancora oggi.Grottaglie in quel periodo, per quanto riguarda il lavoro, era una città che si basava essenzialmente sull’agricoltura. Vi erano specialmente vigneti, ficheti, mandorleti. Nell’economia invece si è avuto un passaggio da una Grottaglie prettamente agricola ad una Grottaglie con un’economia mista. Circa 1500 grottagliesi andarono a lavorare all’Italsider, vi erano già circa 5000 persone che lavoravano in questa grande industria. Sotto l’aspetto sociale, la Grottaglie agricola era libera, dove si viveva tra strada, casa e piazza. La strada era la continuazione della casa, e la piazzetta era il luogo d’incontro. La gioia del vicinato era la gioia di tutti, i dolori di una famiglia era il dolore del vicinato. Se nasceva un bambino era una gioia per tutti, se vi era una malattia o una morte era un dolore per tutti. C’era questo bel senso della città provinciale, dove vi era solidarietà. Nel 1960 Grottaglie entrò in una donazione, che Roberto Il Guiscardo, concesse alla Mensa Arcivescovile di Taranto, per ringraziare il Papa dei favori ricevuti. Perciò, Grottaglie non fu più una città laica bensì dal 1960 divenne una città vescovile.  Infatti, il Castello che ancora oggi è il simbolo del potere, è un castello Episcopio, perché la dominazione è appartenuta al Vescovo, il quale risiedeva sei mesi a Taranto e sei mesi a Grottaglie. Nel castello vi è anche un giardino a lui dedicato (Il Giardino di Giacomo D’Atri). Invece in Piazza Regina Margherita vi è il Palazzo Cicinelli. Il quale, provenne dai principi Cicinelli, che acquistarono questa terra contendendosela sempre col vescovo. Sicché, Grottaglie fu costretta a pagare le tasse, sia al Vescovo sia al Principe Cicinelli. Alcuni grottagliesi non potendo pagarle andarono via. Tra le maggiori attività di un tempo, ricordiamo che un’attività, poi sparita a Grottaglie, è quella dei “conciapelli”. Infatti, vi è ancora una zona chiamata “Bbasciu lì ci cunsature” (l’attuale Via Crispi), dove vi lavoravano. E’ un mestiere portato dagli ebrei, che cacciati da Oria vennero a stare nelle gravine di Grottaglie. Quindi, non potendo entrare nelle mura, essi, lavoravano nelle zone estreme di Grottaglie. E’ rimasta viva la tradizione delle “ceramiche”. Col tempo il centro antico è stato abbandonato, la popolazione si è estesa fuori le mura. Nel paese antico ci sono 19 Palazzi nobiliari (es. Palazzo De Felice vicino a Piazza S. Lucia, Palazzo Pignatelli vicino a Piazza S. Lucia, Palazzo Cometa vicino alle suore clarisse, Palazzo Blasi, Palazzo Motolese, Palazzo Martellotta vicino al vecchio Bar Sole, alle spalle vi è Palazzo Scardino, andando verso la Madonna del Lume ve ne sono altri due, ecc…). La Porta S. Giorgio fu abbattuta nel 1861 dopo l’Unità d’Italia, poi abbiamo la Porta S. Antonio e Porta S. Angelo, oggi anche demolita. Purtroppo questa parte antica di Grottaglie è stata abbandonata, nonostante la presenza di questi bellissimi palazzi.

Durante il periodo della guerra ricorda che il 25 luglio del 1943, l’aeroporto fu bombardato dagli inglesi e le schegge arrivarono fin sui terrazzi delle abitazioni di Grottaglie. Morirono molte persone.  In quel periodo a Grottaglie vi erano tedeschi, polacchi, ed avevano la sede dello Stato Maggiore dove vi è la vecchia sede dell’Istituto D’Arte(inaugurato nel 1934), invece la scuola di Via Calò fece da ospedale.Quindi, il vecchio Istituto d’Arte, la scuola elementare di Via Calò e la ferrovia, sono, a Grottaglie, simbolo del potere fascista di quel periodo. Infatti, quando fu inaugurata la stazione a Grottaglie, da Mussolini, fu sistemati dei “capasoni” in fila da entrambi i lati della strada, da fuori Porta S. Antonio fino alla stazione.

Dopo 8 settembre arrivarono subito gli inglesi, che fecero fuggire gli americani ed i tedeschi.

Con la crisi che portò l’invenzione della plastica negli anni 60’, si passò a Grottaglie da una ceramica d’uso (per gli alimenti) ad una ceramica d’arredamento (negli alberghi, nei ristoranti), che estese il suo mercato a nord (con i pullman, le autostrade, ecc…).

Grottaglie è un popolo religiosissimo,  ha come Santo San Francesco De Geronimo, poi vi sono, i paolotti, i carmelitani, i francescani, i gesuiti, le clarisse, tutti ordini importanti, di cultura. Pensare che alla fine dell’800’, inizi del 900’, vi erano 200 preti e trentacinque chiese. I ragazzi si facevano preti, non per vocazione, ma per avere potere. Vi sono esempi però di grottagliesi illustri, come Antonio Marinaro senior, che fu chiamato a rappresentare la chiesa al Concilio di Trento, prendendo la parola per tre giorni, sulla fede. Ma abbiamo a Grottaglie tanti altri preti famosi, alcune anche donne, come Maria Teresa Quaranta che ha fondato l’ordine del “Sacro Costato”, il quale adesso ha conventi in tutto il mondo (e pensare che era solo una povera contadina analfabeta) e Rosana Battista cugina del famoso poeta diventata superiora delle clarisse.

Per la tradizione della ceramica, nel settembre del 1887, fu fondata la Scuola d’Arte che ha mantenuto viva la tradizione dell’arte a Grottaglie, non solo nella ceramica ma anche nella pittura e nella scultura, pensare che un alunno di questa scuola, Giuseppe Spagnulo, fosse stato uno dei più grandi scultori d’Europa, ma ci sono anche pittori che sono diventati famosi. Essa ha avuto tra i suoi direttori: “Uomini d’indubbio prestigio e preparazione professionale, come Camillo De Rossi, Anselmo De Simone, Gennaro Corte, Fiancarlo Polidori e Angelo Peluso”.

Grottaglie aveva già un ospedale (situato vicino Santa Chiara) nel 1400, che fu fondato dai veneziani, ecco perché si chiamava San Marco, poi ci fu una legge che incrementò il vecchio ospedale e se ne costruì un altro nel 1968/9.

Altre strutture importanti sono quelle sportive, Grottaglie ha le più belle strutture sportive di tutta la provincia, se si pensa che ha uno stadio, due campi sportivi, la piscina, due palazzotti dello sport, tra cui il polivalente, campi da tennis e di calcetto.