L’appuntamento era alle 15:00 nel quartiere delle ceramiche.
Il sole era caldo, il silenzio per le strade da pennichella pomeridiana permetteva di udire solo i nostri passi che erano in modalità di avanzamento ‘fase post-digestione’ e ‘pre-riscaldamento escursione’ ed eravamo pronti ad accogliere il gruppo di centauri supermotorizzati in visita nella nostra città.
Vedevamo le moto che addobbavano una metà di Via Crispi ma di loro, nessuna traccia.
Li abbiamo poi localizzati in un ristorante vicino, ‘sparpagliati’ qua e là sulle sedie e tra i tavoli e con il sorriso benefico e soddisfatto di chi ha assaporato la cucina nostrana in portate più che abbondanti.
Canonici i venti minuti di ‘ripiglio’ prima della partenza per la prima tappa: le Cave di Fantiano.
Durante il tragitto, abbiamo goduto il paesaggio placido del primo meriggio quasi estivo con i suoi vigneti, le distese di ulivi centenari, gli odori di cespugli di ogni sorta fioriti e dell’erba non ancora arsa dal sole di giugno.
Scavalcata la sbarra di ingresso alle Cave, lo scenario si è spalancato con i suoi spettacolari mausolei di tufo e la natura ormai impadronita di essi, invitandoci a penetrare in quell’anfiteatro naturale tra gli sguardi sorpresi di tutti, le mani armate di dispositivi fotografici di alcuni e la simpatica esigenza di posti all’ombra per uno solo di loro!
Riavviati i motori, in pochi minuti abbiamo raggiunto la meta della seconda tappa, imperdibile per la sua grandezza e per la sua ‘struttura’ scenografica rimasta immutata per secoli: la Gravina di Riggio.
Uno de ‘I Mascheroni’ di Acquaviva delle Fonti (il nome del Club motorizzato), ha subito sfoderato la loro bandiera distintiva, facendola orgogliosamente sventolare alta lungo il percorso.
Non vedevano l’ora di vedere la famosa cascata di Grottaglie, di cui una volta avevano sentito parlare su Telenorba, e superati: un piccolo iniziale guado del corso d’acqua che scivola giù per la gravina; il sentiero roccioso e un po’ impervio aggrappandosi a qualche parete di pietra; ronzii della fauna ‘insettivora’ e ‘uccellifera’ del luogo.. arrivammo ad uno dei primi piani della gravina, da dove si può vedere la cascata e le grandi cavità di grotte con le loro nicchie abitate da giganti piante di capperi.
La bellezza paesaggistica aveva catturato ognuno di noi e da lì, la voglia di ‘fermare’ quei momenti in pose di gruppo cercando di farci entrare dentro l’obiettivo tutto lo spazio naturalistico possibile.
Ciao ragazzi. Alla prossima!!!

Si ringrazia la Proloco di Grottaglie e l’Associazione Macchià per la collaborazione e interazione con il circuito lacittadelleceramiche.it