rivoluzione_san_ciro_1961_grottaglieUna vicenda in cui indirettamente venne coinvolta la chiesa di S.Francesco di Paola e che rappresenta l’ultima sommossa popolare cittadina, è quella vissuta ai primi di febbraio 1961, a conclusione della festa del protettore S. Ciro, la cui statua, che si porta in processione, si conserva appunto in una nicchia della chiesa dei Paolotti. La statua era stata fatta realizzare nei primissimi anni del Novecento dalla Confraternita del Rosario che, all’epoca aveva sede nella chiesa dei Minimi, a seguito della demolizione dell’oratorio sito in piazza Regina Margherita nel 1875, e qui era rimasta anche dopo il ritorno dei Minimi e dopo il passaggio della stessa confraternita in una sede diversa. Bastò un tentativo fatto dall’arciprete del tempo, il tarantino D.Nicola Di Comite di innovare riguardo alla traslazione finale della statua, disponendo il ritorno della medesima non già alla chiesa dei Paolotti, ove tradizionalmente la processione si concludeva, ma alla chiesa di S. Chiara, a due passi dalla chiesa madre, a far scoppiare la manifesta opposizione popolare, sfociata in aperta ribellione. «Agli otto giorni dalla celebrazione della festa del Patrono S. Ciro, nel 1961, secondo una consuetudine ormai secolare, la statua del santo che doveva tornare alla chiesa dei Padri Minimi, veniva invece portata dalle suore Clarisse, a pochi passi distante dalla Chiesa Matrice. Il popolo, quanto mai attaccato alle tradizioni, si ritenne offeso e oltraggiato nelle sue credenze e fede religiosa Le insofferenze e le intemperanze ebbero strascico anche nei giorni seguenti; nei negozi e luoghi pubblici non si faceva altro che parlare del fatto; la sera, in Piazza R. Margherita, dove, in gran numero, gli uomini si radunavano, molte donne si fermavano, vociando rumorosamente e protestando. Al volger di qualche giorno, gli animi si erano talmente surriscaldati da richiedere un più efficace intervento dei tutori dell’ordine,per fermare la folla, armata di mazze e di bastoni e pronta ad irrompere nella Collegiata SS. Annunziata, convinta essere li dentro l’autore di quel subbuglio. La notizia fu oggetto della stampa nazionale, informata dall’Agenzia A.N.S.A. A comporre la contesa e rabbonire i più scalmanati, il Sindaco in persona, il quale per la circostanza ebbe a rimediare una legnata,assicurando restituire il santo al suo luogo primitivo e che la proces-sione di ritorno avrebbe assunto un carattere penitenziale. Ad aprire il corteo, il Primo Cittadino, con nelle mani il legno della Santa Croce, novello Cireneo, quasi in sconto delle irriverenze di quei giorni, come a piangere le colpe e non solamente del suo popolo»

(La foto risale agli anni ’20)

post del prof. Elio Francescone che ringraziamo